Corro, Connie, cerco di raggiungerti.
Ci metto tutto me stesso, una corsa senza fine, un maratona e non arrivo mai.
Ad ogni svolta un delusione perchè il traguardo non c'è, non si vede.
Eppure rialzo la testa e corro, Connie, corro perchè i nostri occhi una notte si sono incontrati.
Fino a quando, però? Finchè avrò fiato, fino a perderlo.
Corro,
non mi aspettano braccia allargate.
Scelgo di non essere più lo stesso,
gioco con i giorni, con gli specchi e vivo
nella luce di un tuo riflesso.
Anche se saranno solo una manciata di minuti,
un attimo con il fiato spezzato,
scelgo te, contro tutti, contro di me.
Così tu sei la scelta,
è impossibile non piangere,
non stracciarmi le vesti.
Tutto quello che cercavo non mi appartiene più,
hai rotto la mia vita, l’hai strappata dai binari,
ho ucciso per te.
Hai liberato la forza,
hai saccheggiato il mio cuore,
ti sei presa il mio futuro.
Ho imparato a non oppormi a te.
E se oggi non mi arriva più la tua voce,
ho impresso il tuo nome nella carne,
spargo sale sulle ferite perché brucino,
ed in questo dolore sei presente,
non c’è consolazione in te.
Il cuore non si placa, batte sotto le macerie,
si sveglia, sussulta,
urla, piange,
grida con forza inaspettata.
Ed ora prova pure a non tornare,
a non cercarmi,
a non scrivermi,
a non guardarmi,
per quanto bene ti nasconderai,
non puoi più fuggire dai miei occhi.
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)
Nessun commento:
Posta un commento