Non tornare sui tuoi passi,
non calpestare
le cicatrici che hai lasciato.
Sono rimasto, così, attonito, fermo
a guardare un futuro che non esiste più.
Non possiamo salvarci dalle sconfitte,
non esiste rimedio,
sbattere la testa, fermare il flusso
non so come possiamo anche solo pensarlo.
E’ che vogliamo essere tutti vincenti,
tutti dalla parte della ragione.
Ma dove troviamo il coraggio di ricominciare?
dove sta questa voglia, questa illusione?
Connie, tu sarai la costruttrice, quella che piano alzerà
Le nuove pareti
Che scalderà le notti
Ed, io e te, potremmo un giorno dirci casa.
Ma anche tu sceglierai di andartene,
dimmi: perché?
Qui tutto è a misura tua,
c’è una vita che ho pensato per te,
qui ogni sofferenza non è che un piccolo
fastidio
Ma tu sbatterai la porta,
la sbatterai così forte che tutto crollerà
i muri non erano altro che carta
come ho fatto a non rendermi conto?
E no,
no, lo sapevo,
dentro già sapevo,
ma ho scelto di vivere in un miraggio.
Ora mi fermo mentre il vento soffia
E porta via gli ultimi brandelli
Di quest’illusione.
Mi siedo prendo il bicchiere,
accendo una sigaretta
e l’aria trasporta via un fil di fumo.
Non tornare indietro, mai,
Non calpestare le macerie,
esse sono il sacrario di tutte le mie vite passate.
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