Questo mescolarsi continuo di ricordi,
queste parole che ora arrivanoa spiegare
tra la penna e la carta
la deriva lenta delle solitudini,
sono solo pretesti.
E le scelte, le mie,
si rivelano nelle ferite che incidono
sulla tua pelle avuta, sfiorata,
accarezzata con il dorso dell mano.
Taglia il respiro
ogni ricordo, ogni raggio che riflette
il prisma dei tuoi occhi.
Ogni barlume di dispersa felicità
trafigge l'addormentarsi di questo
giorno d'afa.
E la vita dice un altro punto,
un'altra cesura nel tempo
e nei mie occhi, che si accorgono
del tracimare di tanti passati,
si riaffaccia la miopia.
Oggi, chi perdonerà
le mi lacrime sulla metropolitana?
venerdì 24 luglio 2009
mercoledì 24 giugno 2009
Puro testo
Io sono nato libero,
e ci ci avete provato
con i dogmi e le credenze,
e ci state provando con le catene
di amori dal copione troppo scritto
Scusami ma non voglio farmi del male,
devo solo andare
per altre strade per altre vie
ancora alla ricerca di te
sapendo di averti trovata persa
presa e, poi, lasciata.
Tutta la mia libertà è uno scarto laterale
un cogliere in fallo la vita,
analizzare e scappare.
Non c'è verità a cui crederò
senza aver prima spergiurato
non più un amore senza averlo tradito
assaporerò tutto il gusto di un rifiuto
acclamerò i giorni della malinconia
e le notti in cui il bicchiere
mi costringerà al suo delirio
di dimenticanza
Mi farò tentare da tutti i sensi di colpa,
da tutti i divieti di sosta.
Io sono libero, ed ogni volta
che mi avete recluso
ogni volta che ho smesso i miei panni
ho incontrato i vostri favori,
ed ho riacceso i miei malumori.
Io sono una forza che trascina
un bambino che smonta
e rimonta i pezzi delle proprie strutture
dele proprie malattie.
Un eremita disilluso,
inibito fino a sembrare sfrontato,
compresso fino a sembrare scoppiato.
Sono un'epidemia della memoria
che ti costringe a dimenticarmi
a reinventarmi a conoscermi ogni giorno.
Per cento mesi che mi odierai
per mille ore che non mi vorrai
ci sarà sempre quel momento,
quell'istante
in cui sarò per te il tutto
e proprio in quell'attimo, di nuovo,
me ne andrò.
e ci ci avete provato
con i dogmi e le credenze,
e ci state provando con le catene
di amori dal copione troppo scritto
Scusami ma non voglio farmi del male,
devo solo andare
per altre strade per altre vie
ancora alla ricerca di te
sapendo di averti trovata persa
presa e, poi, lasciata.
Tutta la mia libertà è uno scarto laterale
un cogliere in fallo la vita,
analizzare e scappare.
Non c'è verità a cui crederò
senza aver prima spergiurato
non più un amore senza averlo tradito
assaporerò tutto il gusto di un rifiuto
acclamerò i giorni della malinconia
e le notti in cui il bicchiere
mi costringerà al suo delirio
di dimenticanza
Mi farò tentare da tutti i sensi di colpa,
da tutti i divieti di sosta.
Io sono libero, ed ogni volta
che mi avete recluso
ogni volta che ho smesso i miei panni
ho incontrato i vostri favori,
ed ho riacceso i miei malumori.
Io sono una forza che trascina
un bambino che smonta
e rimonta i pezzi delle proprie strutture
dele proprie malattie.
Un eremita disilluso,
inibito fino a sembrare sfrontato,
compresso fino a sembrare scoppiato.
Sono un'epidemia della memoria
che ti costringe a dimenticarmi
a reinventarmi a conoscermi ogni giorno.
Per cento mesi che mi odierai
per mille ore che non mi vorrai
ci sarà sempre quel momento,
quell'istante
in cui sarò per te il tutto
e proprio in quell'attimo, di nuovo,
me ne andrò.
mercoledì 21 gennaio 2009
Svagatezza
Oltre tutto questo parlare
Oltre tutto questo prendere e buttare
Oltre le strategie per allungare o tagliare
Oltre la pioggia che sbatte sul vetro
Oltre le mie carte ed il camino che scoppia,
c’era altro.
Un abbraccio timido e svagato
Un caffè caldo che borbotta in cucina,
Il profilo del tuo corpo disteso
a guardare il fuoco.
C’era altro.
ed io continuavo a cercare
L’ancora, il principio, la ragione,
E non vedevo i tuoi occhi
che sapevano la mi fuga.
Stenditi ancora con me.
Un’ultima volta.
Sì, c’era altro.
Mentre prendevo il cappello
e sparivo nella pioggia.
Oltre tutto questo prendere e buttare
Oltre le strategie per allungare o tagliare
Oltre la pioggia che sbatte sul vetro
Oltre le mie carte ed il camino che scoppia,
c’era altro.
Un abbraccio timido e svagato
Un caffè caldo che borbotta in cucina,
Il profilo del tuo corpo disteso
a guardare il fuoco.
C’era altro.
ed io continuavo a cercare
L’ancora, il principio, la ragione,
E non vedevo i tuoi occhi
che sapevano la mi fuga.
Stenditi ancora con me.
Un’ultima volta.
Sì, c’era altro.
Mentre prendevo il cappello
e sparivo nella pioggia.
Teleologia
Si fa notte in quest’ora
d’ambra e turchese,
In questo quasi buio
salgo le scale di una vita nuova
una strada di oblio
di dimenticanza
di storie e di lontananza
dopo mesi che gettavo la carta
impregnata di segni
di parole senza una meta.
Ritrovare un fine.
Un amore bisognerebbe averlo
Almeno per sapere su cosa si piange,
almeno per sapere anche perderlo.
Una giornata sfila nella corsa
Della vernice nuova sul palazzo
Nella stilografica che lascia
Gocce e tracce sul foglio.
Io ti vorrei per quello che sei,
Che si abbia ancora a sporcare
Il polsino della camicia.
Oggi si alza un grido di rabbia e voglia,
un canto di mesi e stagioni
Che segue il filo che ci ha
condotti fino a questa svolta
a questa sera ed ai miei parlare e parlare
a questa brezza ed a quella curva
che schiude d’improvviso un braccio di mare
d’ambra e turchese,
In questo quasi buio
salgo le scale di una vita nuova
una strada di oblio
di dimenticanza
di storie e di lontananza
dopo mesi che gettavo la carta
impregnata di segni
di parole senza una meta.
Ritrovare un fine.
Un amore bisognerebbe averlo
Almeno per sapere su cosa si piange,
almeno per sapere anche perderlo.
Una giornata sfila nella corsa
Della vernice nuova sul palazzo
Nella stilografica che lascia
Gocce e tracce sul foglio.
Io ti vorrei per quello che sei,
Che si abbia ancora a sporcare
Il polsino della camicia.
Oggi si alza un grido di rabbia e voglia,
un canto di mesi e stagioni
Che segue il filo che ci ha
condotti fino a questa svolta
a questa sera ed ai miei parlare e parlare
a questa brezza ed a quella curva
che schiude d’improvviso un braccio di mare
Suono di stagioni
Il canto della lontananza
Disperde lo spazio ed il tempo,
eri tu, qui, ieri o altrove.
Fermi di fronte ad una vetrina
ridevamo senza pensare.
Oggi ricordo ancora ogni tua parola,
mentre vanno nell’oblio
libri, stagioni, anni e malanni,
Di tanti occhi solo i tuoi rivivono ogni notte
incastrati nel ghiaccio di un sorriso.
Se mi guardo indietro oggi
Vedo le mie orme sulla neve
e portano di nuovo a te.
Disperde lo spazio ed il tempo,
eri tu, qui, ieri o altrove.
Fermi di fronte ad una vetrina
ridevamo senza pensare.
Oggi ricordo ancora ogni tua parola,
mentre vanno nell’oblio
libri, stagioni, anni e malanni,
Di tanti occhi solo i tuoi rivivono ogni notte
incastrati nel ghiaccio di un sorriso.
Se mi guardo indietro oggi
Vedo le mie orme sulla neve
e portano di nuovo a te.
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