venerdì 1 giugno 2007

Il peso che più non sopporto

Cerco la dimenticanza
Mentre dipingo ancora
Le pareti della mia stanza
Per incontrare il colore
Che non ti ricorda.

Sulla strada di case a filari
Di viali e lingue di sabbia
sfilano gli ultimi dardi
della sera che tagliano
il vetro della finestra
e si piantano nel pennello
accendono di rosso
le pareti ed i mie rimpianti
che credevo stinti.

La notte è la mia prigione
A cui mi dedico, finalmente io
E riempio fogli e bicchieri
E s’alza sempre
Una brezza, ebbrezza,
che asciuga le pareti,
e dentro un profumo
di lontano
ed è casa ed è terra
ed è premessa di ritorno.

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