Piove mente sfila il tuo treno,
dal finestrino le gocce
nascondono
un’ultima volta i tuoi occhi.
Ti ho accompagnato alla stazione
Sapendo che partivi
Per un viaggio dove
Non c’è più posto per me,
e quella stazione
del ricordo, dei tuoi domani
dei miei impossibili ieri,
ancora la vedo
ed è una pioggia di carte e vento,
di fili della nostra memoria
che, invece, di annodarsi si sciolgono.
Mia Connie sei stata
Il rumore del vento che
Annuncia l’estate sei stata
La prima rugiada che precede
La vendemmia,
sei il mio miglior passato
seppur impalpabile seppur non vissuto,
mi chiedo oggi quale futuro
sarai, dove mi porterà
la corrente di questo
tempo senza te.
Ma non scendere mai,
non guardarti indietro
perché sulla banchina
dell’infinita attesa non ci sarò più.
Ho scritto addio sul vetro
Sporco di vapore e caffé
Ho scritto a non più rivederci,
Mia cara, perché
Nelle delusioni di ogni mattina
Ho scoperto che non ci sei,
che sono sempre
solo ad avere freddo,
nel letto di quest’inverno
da oggi , definitivamente, perenne.
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