E c’è un uomo
che ti aspetta dalla finestra
guarda ciò che accade
sta in attesa dietro
una persiana.
Tu qui, ferma, mi sorridi e lo sai
che ti attende, che ti ha aperto
la camera, che le lenzuola
di raso, fredde, son già
pronte, disfatte ed aspettano
il tuo corpo e la tua mente.
Tepore che brucia.
E ti lascio andare,
ti lascio la mano
perchè quello, oggi, è il posto tuo
fingo di non piangere
di avere altro da fare,
per non vedere quegli occhi
dietro alla finestra.
Per non vedere i tuoi che hanno
fretta d’andare.
Non una parola,
ti prego non una
che già so e tu sai
che lasciarti è un peso
che guardarti è un filo di fumo
che sfila lontano,
disperso, ormai invisibile.
Provo una frase per trattenerti
una sciocchezza che suona
come un rantolo disperato,
ma quasi non lo senti
giunge fioco alle tue orecchie
E tu aspetti un sussurro nuovo
la voce ed il passo
che fanno tremare.
Ci vedremo domani
forse mi dirai
che mi ami
e ci crederò di nuovo.
Non puoi chiedere all’amore
la verità, la logica, le prove.
Queste lacrime che spargo
bruceranno la terra perché
sembran acqua ma sono sale.
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