Un viso antico
Dagli occhi cristallo
affiora da un cassetto,
Da un lettera mai finita
Parole a cascata ed una firma
Sbiadita.
Ed una canzone culla i pensieri
Che tornano ad anni
Che si erano spersi
Nelle svolte e
Dietro le porte di una
Memoria rimasta informe
Mai diventata ricordo.
Ti avevo immaginata vicina,
sulla banchina nelle sere
di tarda primavera,
le nostre mani che si sfiorano
e questo girono che s'allunga
con le ombre della sera.
Ti avevo immaginata,
semplice che sorridevi e non parlavi.
Bella che tremavi
E nascondevi lo sguardo
per celare l’emozione
Che t'inclina la bocca.
Quel tuo sguardo immaginato
provo a figurarlo
In questa notte che arriva troppo in fretta,
Questa notte non la consola un ricordo,
rimane ferma ed imperfetta
come i tuoi occhi
Come quella lettera
Come tutti gli amori immaginati
Unici ed eterni.
Sprazzi di luce nell’oblio.
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