La terra ti consumerà,
ti consumerà come il legno ha fatto con le mani
come il sole con gli occhi
come il freddo la pelle.
ti consumerà il riposo
le ossa si faranno farina
la carne grano
I pensieri che hai pensato
le fatiche le lacrime
non si consumeranno
torneranno
cambieranno
il ricordo scivola
anno per anno
oggi non rischiara quando oscura
nessuna luce d'abbaglio
visione che consola
non ricordo il ricordo
che avevo scelto per ricordare.
Quello che non si sceglie
non si paga,
si sconta.
E giocherà l'erba nei prati
vento e gramigna
La tua finestra sulla valle,
sulla cava, sull'estate,
è marmo e marmo e marmo
fredda litania
e spossatezza.
Ora è sera,
torna a casa,
torna a casa e prepara qualcosa
torna a casa e versa un bicchiere
e, non mi aspettare,
almeno per un po' io mi fermo
qui dove sono
per cercare di ricordare
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