lunedì 5 maggio 2008

Precaria è la notte

Non c’era una strada
nel buio della notte
ignota,
così amica, così assoluta,
abbraccio di una madre,
nave lontana persa alla vista.
Si spegnevano

le turbolenze
l’amore e la voglia
la mia smania di fare
i dubbi e le credenze.
Tutto, d’improvviso,
si faceva pensiero
ripiegato,
incastrato,
perso
nell’abbandono di
una lunga storia di nulla,
strutturata rimozione.

E non c’era bastone
che reggesse la debolezza
e non c’era parola
che spezzasse l’oblio
e non c’era paura di restare,
ma terrore di tornare.

E, poi, un tiepido vento
ed un accecante
lasciarsi andare.

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