Nei cortocircuiti di piccole
incomprensioni quotidiane,
nei nostri pensieri sporchi
di pelle e di terra,
nei confronti persi o vinti
nel mettere sulla bilancia
gli amori veri o finti
avuti o finiti,
scoperti e rubati,
siamo traditori
di persone, di cose,
di idee,
del sogno
che avevamo di noi
e che ogni
giorno distruggiamo.
Ma qual è il prezzo,
ancora mi chiedo,
quanto vale questa sofferenza?
Un bacio, un attimo rubato
ad altre vite
che è scintilla di altri dolori
che accende il fuoco
di nuove violente passioni,
questo è il prezzo
che paghiamo e facciamo pagare.
Ed ancora rimpiango
quelle vite che almeno
valevano trenta denari.
giovedì 26 luglio 2007
lunedì 23 luglio 2007
Tendendo al limite
Giorni di fatti e di promesse
Di anguste fughe verso
mondi nuovi dove trovar pace
Ad una realtà
Carta assorbente di ogni fantasia.
Giorni di veri strazi
E tradimenti,
di occhi serrati,
al profumo salmastro
di notti e lacrime.
di non chiuse disperazioni.
Giorni limpidi del perdono
Che si impara a ripartire
Che si finge di dimenticare,
giorni amabili di belle passeggiate
oltre il velo squarciato
dalla tempesta.
Giorni di fuochi e di passioni
Mai nate, di sguardi
Di compassione o, peggio,
Di benevolenza,
mai fu guardarsi d’amore o odio
qualcosa come sentimento.
Giorni come oggi
Di decisioni
che saranno altri dolori
ma nuovi e finalmente pronto
a sostenerli.
Giorni che si dice basta,
che veleggeremo verso un futuro
fatto di molte presenze
ed, inevitabilmente,
di qualche assenza.
Di anguste fughe verso
mondi nuovi dove trovar pace
Ad una realtà
Carta assorbente di ogni fantasia.
Giorni di veri strazi
E tradimenti,
di occhi serrati,
al profumo salmastro
di notti e lacrime.
di non chiuse disperazioni.
Giorni limpidi del perdono
Che si impara a ripartire
Che si finge di dimenticare,
giorni amabili di belle passeggiate
oltre il velo squarciato
dalla tempesta.
Giorni di fuochi e di passioni
Mai nate, di sguardi
Di compassione o, peggio,
Di benevolenza,
mai fu guardarsi d’amore o odio
qualcosa come sentimento.
Giorni come oggi
Di decisioni
che saranno altri dolori
ma nuovi e finalmente pronto
a sostenerli.
Giorni che si dice basta,
che veleggeremo verso un futuro
fatto di molte presenze
ed, inevitabilmente,
di qualche assenza.
lunedì 16 luglio 2007
Tentativi e tensioni
Il profumo del vino bianco,
frutta matura,
carne bianca di pesce salato.
Il rumore della brace che
scoppia in una notte
torrida d’estate.
Basta già per ripartire.
Un lungo bagno nell’acqua
fredda della mattina
mentre ancora dorme
la spiaggia.
Basta già per rinsavire.
Una camminata
lungo la banchina
mano nella mano
con una sconosciuta.
Basta già per dimenticare.
Poi, viene la notte:
cascano le stelle a grappoli,
sbatte l’onda sullo scoglio
che spruzza l’odore del mare.
Ed io respiro ancora
la stagione che eri.
E non basta mai
frutta matura,
carne bianca di pesce salato.
Il rumore della brace che
scoppia in una notte
torrida d’estate.
Basta già per ripartire.
Un lungo bagno nell’acqua
fredda della mattina
mentre ancora dorme
la spiaggia.
Basta già per rinsavire.
Una camminata
lungo la banchina
mano nella mano
con una sconosciuta.
Basta già per dimenticare.
Poi, viene la notte:
cascano le stelle a grappoli,
sbatte l’onda sullo scoglio
che spruzza l’odore del mare.
Ed io respiro ancora
la stagione che eri.
E non basta mai
venerdì 6 luglio 2007
Manifesto
Per non iniziare con
Parole o gesti assurdi
un illimitato tempo
Di transizione
Tra te ed un futuro
Che si delinea
E non ha più
La luce che eri,
A fugare la nebbia e le ombre.
Per non riempire
Di niente il vuoto
Che giorno dopo giorno
Ho scoperto crescermi vicino.
Per non essere un peso
Alla tua vita,
per non finire
Nel vortice tranquillo
Della tua compassione
Ho scelto di serrare le labbra
Alla voce del mio cuore,
per dar fiato ad una ragione fredda
di atti e decisioni.
Se il tempo mi aveva gettato
Inerme sui gradini della rabbia
Ho ripreso forza
Camminando celato
Sulla spiaggia
Delle belle ragioni
Parole o gesti assurdi
un illimitato tempo
Di transizione
Tra te ed un futuro
Che si delinea
E non ha più
La luce che eri,
A fugare la nebbia e le ombre.
Per non riempire
Di niente il vuoto
Che giorno dopo giorno
Ho scoperto crescermi vicino.
Per non essere un peso
Alla tua vita,
per non finire
Nel vortice tranquillo
Della tua compassione
Ho scelto di serrare le labbra
Alla voce del mio cuore,
per dar fiato ad una ragione fredda
di atti e decisioni.
Se il tempo mi aveva gettato
Inerme sui gradini della rabbia
Ho ripreso forza
Camminando celato
Sulla spiaggia
Delle belle ragioni
martedì 3 luglio 2007
Taglio verticale
Il viaggio finisce qui,
contro una porta a vetri,
cesura nel tempo.
Si spezza il correre delle ore,
nelle immagini riflesse
di occhi che si guardano
diventare piccoli.
Le mani che si allungano
simulano un abbraccio,
nel desiderio di riunirsi
per ripartire ancora
verso l'eterno presente,
ma sbattono.
Chi prende la strada del passato o del futuro
lo capiremo domani,
al levarsi del mattino
per chi di noi due
sarà ieri?
contro una porta a vetri,
cesura nel tempo.
Si spezza il correre delle ore,
nelle immagini riflesse
di occhi che si guardano
diventare piccoli.
Le mani che si allungano
simulano un abbraccio,
nel desiderio di riunirsi
per ripartire ancora
verso l'eterno presente,
ma sbattono.
Chi prende la strada del passato o del futuro
lo capiremo domani,
al levarsi del mattino
per chi di noi due
sarà ieri?
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