giovedì 13 dicembre 2007

Santa Lucia

Scende la sera,
scolorano gli spigoli delle città,
esplode di flebili raggi l’ospedale civile.

Scende presto la notte sui grattaceli
e su quel ponte lontano,
scende sul piano alto del tuo albergo,
illumina l’ultimo sole
la finestra sul fiume.

Scende sulla mia casa antica
Immersa nella brina,
scende sulla riva dei noccioli
sul vino nero che dorme in cantina.

Scende sull’edificio di cemento brullo,
dov’erano Europa e casa ad ogni passo.
Lontana dispersa nella memoria
scende una notte su quella casa
estranea e colorata che non era
ancora maturità ma già esperienza.

Scende sulle palme in filari
e sul traffico disordinato
di quel mondo altro che per
un giorno, per un’ora mi ha fatto dire casa
Straniero tra gli straniti.

Scendi veloce, te lo chiedo
com’un'invocazione
scopri con le tue ombre
i sentimenti che riposano
sotto le coperte del
continuo pensare.

Scendi ed illumina i suoi occhi
che guardano quel fiume accecante
e porta un ricordo di me.
Un attimo e, poi, lasciala che oggi freme
per abbracciare un nuovo amore.

1 commento:

ME ha detto...

ciao Fede, sono MAuro.
posso mettere il link al tuo blog dal mio?

ciao ciao