mercoledì 11 aprile 2007

Impressioni d'oceano

Ricordo di un’alba,
foschia sull’oceano.

Passeggiavo lungo
Una spiaggia che pareva infinita.
Palme immobili,
in lunghi filari
seguivano i disordinati boulevard.

Le onde si frangevano senza fretta
Avanti, per scavare la sabbia
Indietro, per riparare, spianare.
Flusso e riflusso.
Il respiro dell’oceano.

Dormiva, il resto del mondo,
le grandi case, i piccoli ristoranti
gli alberghi,
grattacieli dispersi sul lungomare.
Anche il Fiesta Americana,
aveva spento le ultime luci,
ultimo ricordo
d’una serata danzante.

Prima fetta di sole,
ed il mondo diventa bianco,
una luce livida
rischiara il cartello in fondo
alla strada grande e riflette
una scritta sgualcita, Acapulco bay.

Appoggiato alla ringhiera,
con lo sguardo verso il mare,
cercavo un’apparizione,
il vento alzava la sabbia
ed erano turbini di granuli,
macchie scure, immagine schizzate
messaggi incompresi tra il sole e l’oceano.

Ed un solo pensiero mi tormentava:
Poter vedere in tutto quel pallore
I tuoi occhi alla mia ricerca.
E trovarti come più non speravo
Di nuovo, finalmente, al mio fianco.
E, poi, una paura, un insensato brivido,
Noi così vicini,
dopo così tanto tempo,
ma il sole d’improvviso esplode
giallo, caldo, rosso
e ci siamo persi.

1 commento:

Shane ha detto...

Ogni volta che la mia Connie si allontana vengo a leggere le tue parole.
Il casino è che ci vengo un pò troppo spesso.

Vabbè, mal comune mezzo gaudio no?