E ti ho vista ancora Connie, ti ho vista che non speravo più, ti ho vista e sei una malattia, un'infezione che mi mangia di dentro.
Sei un ossessione terribile, sei un ossessione che non si spegne, un ossessione per sempre.
Che sia una spiaggia,
in una notte tersa di nero fumo,
che sia in un prato
lungo l’autostrada delle stelle
che sia sulle scale snelle
che portano a casa mia.
Oh mia,
così mi incateni
alle tue forme, alla tua pelle
al tuo calore,
così sciogli i nodi
scancelli ogni briciola di pudore
Scappa, che non ti trattengono
Le mie mani,
Sorridi e mai più saremo lontani,
Fuggi, dal mio sguardo
Mai tanto crudele,
Torna, sarò per te
latte e miele.
Così vai e vieni, appari e riparti,
mia nave, mio treno,
mai mi appago nel guardarti,
mai son felice solo nel parlarti,
Ed io non t’offro
un mare ed un cielo sereno
ma questa stanza di cui sei
vestale e regina,
tempio del mistero antico,
qui la tua bellezza torna natura,
torna conflitto,
sale della terra, frutta matura.
E, poi, il fuoco
nei tuoi occhi ormai assenti,
ed io disperso, smarrito
nei tuoi movimenti.
La mia mano ora trema,
la luce si spegne
e brilla, un diamante grezzo,
la curva della tua schiena.
Non fermarti adesso, non ora
Che domani non sarà lo stesso.
Amore mio, appassionata e sanguinosa
Bella com’un eroe malvagio,
fermati qui, è tardi ormai,
ma tu guardi l’orologio
ti rivesti, sorridi e te ne vai.
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1 commento:
che bella
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