Questo è quello che avevo in testa l'altra mattina quando mi sono svegliato e Connie era sorpendentemente nella mia testa, quando è nata la necessità di cercarla:
Forse si tratta dei primi indizi.
Io,
io e te,
viso di primavera,
gioco di sguardi,
e che bella questa sera
di glicini e gemme nei vigneti.
Tu.
Tu che sali le scale,
Avvolta in un cappotto bianco,
cammini a passi lenti,
ed il tuo sorriso che apre le porte
e riscalda il cuore.
Torna con te il buon tepore del maggio,
il crepitio del fuoco nella notte,
il miracolo della terra che rinasce.
Ed Io,
io,
impacciato,
davanti ai tuoi occhi grandi,
cerco in un bicchiere
il coraggio di chiamarti.
E sogno che t’avvicini,
mi tendi la mano,
e mi porti a passeggiare.
Attraversiamo canali e porti,
rocce sul mare,
giardini di limoni ed orti.
Così mi conduci,
in quel luogo nascosto,
dov’è facile piangere e cantare,
poi,
stremata,
posi la testa sul mio petto
e ti lasci sfiorare.
E in un’alba misteriosa
Dal profumo salmastro,
ti addormenti su di me,
e dici a mezzo fiato
non te ne andare
domani,
ricominceremo a camminare.
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1 commento:
You write very well.
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